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Cecco a Cena

E digeriamolo questo fascismo

lunedì, 24 dicembre 2018, 12:04

di aldo grandi

Sono, esattamente, 36 anni che questo pennivendolo di provincia con aspirazioni nazionali, studia, analizza, passa al setaccio il fascismo sin dalle sue origini fino alla tragedia della guerra, senza mai cedere al rimpianto o alla nostalgia del tempo che fu e che, per fortuna, non è più tornato. Sempre durante questo periodo ha anche affondato la ricerca nell'ambito del neofascismo, ma, in particolare, nei confronti dei gruppi della sinistra extraparlamentare a partire dagli anni Sessanta e fino alla strage di via Fani. Aggiungiamoci, infine, che chi scrive vive, ormai da 29 anni, in questa città, Lucca, più volte considerata un'isola bianca in mezzo a un mare regionale di colore rosso e, oggi, al contrario divenuta un'isola rossa circondata, è bene dirlo, dai marosi di chi, ormai, a e alla Sinistra non solo non va più, ma nemmeno ci crede più. Abbiamo visto il crollo dei consensi per una Sinistra incapace di dare ascolto alle istanze antropologico-culturali derivanti dalla costante minaccia portata avanti verso ogni anelito di identità e comunanza nazionali. E, adesso, siamo anche costretti a sorbirci gli appelli, gli annunci, i proclami di chi ha bisogno di un nemico per vivere così come di uno scopo, qualunque esso sia, per dare un senso alla propria esistenza e alla propria militanza. Noi, e il sottoscritto fa ammenda, non ci eravamo accorti che in questi ultimi due-tre anni, l'Italia fosse ad un passo dal colpo di stato fascista.

E come noi, onestamente, non ci sembra se ne siano accorti la stragrande maggioranza degli italiani che, a differenza di chi milita a sinistra, ha, quasi sempre, altro da fare piuttosto che scendere in strada a manifestare e a urlare contro polizia e carabinieri. Adesso anche la sezione Anpi di Lucca - ci piacerebbe sapere quanti partigiani effettivi militino attualmente nell'associazione - a seguito di messaggi su facebook indirizzati al sindaco Alessandro Tambellini, si è accorta che siamo in piena emergenza democratica. E' vero, ma non certo per colpa dei fascismi più o meno riemergenti, quanto, al contrario, alla totale assenza di oggettività e democrazia che pervade la Sinistra e i suoi ambienti più estremi.

Gridare al pericolo fascista oggi in Italia è assurdo e, paradossalmente come del resto è nel carattere degli italiani indisciplinati e alieni da ogni costrizione, un modo per far sì che molti ignoranti si avvicinino al fascismo storico e non soltanto, con una forte e grassa ignoranza. 

Tranquilli stiano i lettori della Gazzetta di Lucca, che di fascismo, in giro, ce n'è davvero ben poco, mentre molto più concreto e attivo è quell'antifascismo irriducibile che, per protestare contro il Governo e i suoi componenti, organizza sistematicamente manifestazioni dove la violenza - la vogliamo chiamare così o dobbiamo rinunciare alla libertà di chiamare le cose come stanno? - la fa da padrona con scontri, aggressioni, danneggiamenti. E', forse, questo l'antifascismo?

Purtroppo a Sinistra l'ignoranza è massima così come la volontà di conoscere, realmente, i termini storici del fascismo. E' semplicemente ridicolo e basterebbe osservare qualche discorso di Mussolini durante il Ventennio per pensare che nell'anno di (dis)grazia 2018 quasi 2019, il fascismo è morto e sepolto da un pezzo, sicuramente da più tempo di quanto vogliono farci credere le oche starnazzanti verniciate di rosso vermiglio. Nessun italiano dotato di un minimo di buonsenso oltreché di intelligenza, può ancora credere che il fascismo sia la soluzione di tutti i mali o, peggio ancora, che lo sia stata quasi un secolo fa. Il vizio che ha questo popolo è di non possedere una cultura storica sufficientemente critica per non farsi attrarre dai nuovi profeti dell'incontinenza siano essi a destra, molti di meno, siano essi a sinistra, molti di più.

La gente, spesso e i giovani ancora di più, apre la bocca perché non costa niente, ma quello che produce, in sostanza, è un parto verbale privo di consistenza, di corrispondenza con la realtà e, soprattutto, di incoscienza storica. 

Digerire il fascismo oggi così come affrontarlo senza manicheismi significherebbe, per la Sinistra, l'estrema sinistra, l'Anpi e tante altre associazioni che si richiamano all'antifascismo, rinunciare al nemico che giustifica le loro discese in strada dove giornalisti d'accatto e senza spina dorsale si limitano ad osservare e a amplificare quello che osservano. Il fascismo è stato un fenomeno storico che si è realizzato in condizioni temporali particolari e non è vero, come hanno voluto farci credere gli intellettuali fuoriusciti di sinistra e i loro eredi, che esso si è imposto solo con la violenza di pochi su tutto il resto della popolazione. Nessuno nega al fascismo la violenza adottata per conquistare il potere, ma essa non fu l'unico strumento utilizzato. Come ha ben dimostrato Renzo De Felice, ci sono stati gli anni di un consenso che sia pure estorto in un contesto dittatoriale, non può essere negato.

Come ebbe a dire uno che il fascismo lo conosceva bene, Ruggero Zangrandi, il problema non è capire se gli italiani siano stati o meno fascisti, quanto comprendere perché così tanti poterono esserlo. Evidentemente esso rispondeva a bisogni, certezze, desiderata ai quali il regime seppe dare ascolto.

Ciò che è assurdo e inconcepibile è che a distanza di un secolo ci sia ancora chi ha bisogno di strumentalizzare politicamente il fascismo per imporre una dittatura del Pensiero Unico questa sì, paradossalmente, ancora più pericolosa perché tesa a mascherare la realtà e a imporre una serie di misure limitanti la libertà di espressione. Tutti sappiamo che su facebook pullula, spesso, il popolo degli imbecilli, ma non per questo c'è chi grida al lupo al lupo. 

Quando coloro che si sciacquano la bocca con la parola fascismo senza averne mai approfondito la conoscenza e il tentativo di ricostruzione storica fuori da ogni strumentalizzazione, si avvicineranno a quel Ventennio con la voglia di capire invece che con la volontà di mistificare e nascondere, sarà sempre troppo tardi. 

Nell'attesa, noi che di un fascismo inesistente non abbiamo paura mentre ne avremmo molta di più se davanti ai cortei dei centri sociali, degli anarcoinsurrezionalisti e degli antagonisti o come diavolo volete chiamarli, continuiamo a domandarci come sia possibile che a Sinistra non si rendano conto di aver creato un feticcio e di essere rimasti sempre in meno ad adorarlo.


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