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Cecco a Cena

Due studenti sorpresi con la droga: ma allora è un... vizio

lunedì, 25 febbraio 2019, 23:22

di aldo grandi

Alcuni giorni fa abbiamo letto, invero sulla Gazzetta di Viareggio, cugina di quella di Pistoia, due prese di posizione da parte di forze politiche di sinistra, decisamente contrarie alla presenza di polizia e carabinieri, con tanto di cani, nelle scuole cittadine per effettuare controlli antidroga. Hanno gridato alla repressione e attribuita la colpa a questo governo Di Maio Salvini. Non siamo rimasti sorpresi, a sinistra della sinistra, infatti, ormai da più di 50 anni si è propensi a ritenere le droghe né più né meno che un diritto se non, quasi, un dovere. Peccato che per questo diritto ci sono stati, negli anni, decine di migliaia di morti e a poco serve distinguere tra droghe leggere e droghe pesanti. La droga è droga e come tale uno stato non può legittimarne il consumo arrivando, addirittura, a gestirlo nemmeno si trattasse di un monopolio di stato come il tabacco e le sigarette. E' una nostra opinione, più o meno condivisibile, ma da che tempo è tempo a condividerla ci sono stati i genitori di altrettanti studenti. Per questo siamo rimasti colpiti: perché nell'arco di pochi giorni, carabinieri e polizia hanno individuato, durante controlli in due scuole di Pescia, due studenti addosso ai quali e, poi, nelle rispettive abitazioni, sono state trovate dosi di sostanze stupefacenti, dalla marijuana alla cocaina. C'è poco da dire, pare che di questi tempi spacciare sia diventata una sorta di professione redditizia e tollerata, in certi casi, addirittura, ambita per la facilità di guadagno. Di certo colui che spaccia e l'attività conseguente hanno visto alzarsi la soglia di tolleranza nel senso che cedere droga, al giorno d'oggi, non è visto come un fenomeno drammatico e da stroncare sul nascere, ma, purtroppo, sempre più diffuso e impunito.

Abbiamo letto quello che ha detto la dottoressa Floriana Gesmundo del commissariato di Pescia e siamo d'accordo con lei. La presenza delle forze dell'ordine all'interno e all'esterno delle scuole per fronteggiare il fenomeno dello spaccio di droga non solo è auspicabile e benvenuta, ma è necessaria se non indispensabile. Due controlli in altrettante scuole e due studenti beccati con le dosi già pronte per essere cedute. Se non è allarmante tutto ciò, allora diteci che cosa lo è.

Ha aggiunto bene il dirigente di polizia spiegando che, purtroppo, sono poche le segnalazioni di genitori che, accortisi del disagio o del cambiamento di condizioni dei figli, avverte la polizia o i carabinieri. Eppure quante famiglie sono state rovinate da queste micidiali sostanze e da altre, meno conosciute magari, ma altrettanto pericolose. 

Noi non possiamo fare altro che condividere i controlli nelle scuole da parte delle forze di polizia accompagnate dai cani. La scuola non è, infatti, proprietà privata degli studenti e, quindi, invalicabile e intoccabile. Al contrario. Bene fanno questura e comando provinciale dell'Arma a intensificare la presenza fuori degli istituti scolastici affinché sia ben chiaro che a scuola, fino a prova contraria, si va per studiare o anche per non farlo se non si vuole, ma non certo per spacciare la droga.

 

 


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