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Cecco a Cena

Ora anche la Russia: le trovano tutte pur di smantellare Salvini, ma il Pci è stato foraggiato per decenni dai soldi dell'Urss

mercoledì, 17 luglio 2019, 12:18

di aldo grandi

Quando questo scribacchino di provincia cominciò a scrivere si era nel lontano 1986. Un periodico, Orizzonti della sinistra, diretto da Italo Avellino, cercava dei collaboratori. La sede era a due passi da ponte Cavour, cuore di Roma. In quella circostanza finimmo per trovarci a collaborare in tre giovani aspiranti giornalisti: Valeria Palumbo, Carlo Bonini e il sottoscritto. Ci davamo molto da fare ed eravamo, ovviamente, dei rompicoglioni ingenui e, a volte, anche troppo contestatori. Fatto sta che, piano piano, ci rendemmo conto che dietro al giornale c'era Carlo De Benedetti, allora giornalista televisivo della Rai e corrispondente da Mosca e il nuovo corso della Perestrojka con Gorbaciov. I soldi per mandare avanti la baracca, in sostanza, arrivavano dall'Unione Sovietica. Noi tre baldi giovanotti cominciammo a rumoreggiare fino a quando un ex operaio comunista, una sorta di militante vecchio stampo all'interno della struttura, ci disse papale papale che il ruolo del Pcus e dell'Unione Sovietica non potevano né dovevano essere messo in dubbio. Chi scrive, causa anche l'età nonché una certa ignoranza storica, ben poco sapeva, allora, di certe cose, soprattutto, non era al corrente come lo diventò successivamente, del fiume di denaro che, a partire dalla fine del secondo conflitto mondiale, il partito comunista italiano e tutte le sue ramificazioni, attraversò la cortine di ferro per giungere nel nostro paese.

Lo sapevano tutti, anche cani e porci, che i comunisti erano finanziati dall'Unione Sovietica e che ancor prima di essere italiani essi erano, senza ombra di dubbio, fedeli all'alleato ideologico. A distanza di oltre 60 anni niente è cambiato nel senso che se anche i fondi del Pcus non arrivano più, l'essere sistematicamente antitaliani è rimasta la caratteristica principale, diremmo quasi fondante, di tutta la sinistra made in Italy, compreso il Pd che di italiano, veramente, non ha più nemmeno la lingua.

Adesso, avrete letto un po' ovunque e, in particolare, sui quotidiani del gruppo De Benedetti - La Repubblica e Il Tirreno sono tra questi - dei soldi che la Lega avrebbe in qualche modo ricevuto o tentato di ricevere dalla Russia. Ora, a parte che a sinistra sono tutti garantisti solo quando c'è di mezzo un compagno - altrimenti sono i peggiori forcaioli di sempre - la gente comune, quella sovranista, populista, razzista e, quindi, fascista tanto per citare l'equazione tipica dei soloni verniciati di rosso, ha netta la sensazione che il Pd e i suoi alleati le provino e le cerchino tutte pur di smantellare la credibilità acquisita da Matteo Salvini come ministro dell'Interno di questo disgraziato stivale. A sinistra i mass media - tutti, sistematicamente, inquinati dal pensiero unico dominante - hanno paura e vogliono abbattere Salvini senza nemmeno domandarsi se la sua popolarità è frutto di un colpo di stato, di una dittatura o, piuttosto, della volontà popolare della maggioranza degli italiani.

Già, perché una cosa è chiara a tutti: che cosa andiamo a votare a fare se, poi, chi perde vuole rovesciare il risultato perché della sovranità popolare se ne sbatte altamente? Prima si sciacquano la bocca, questi esponenti del Pd edella sinistra radical-chic che si credono 'sto cazzo, con i diritti della democrazia, il pericolo di una deriva autoritaria e via dicendo. Poi, quando il popolo sceglie liberamente, eccoli lì a giudicarlo ignorante, fascista, razzista, populista in sostanza affetto da imbecillità permanente.

Già, la verità, si sa, sta a sinistra, peccato che, da un pezzo, si è spostata e di parecchio. Abbiamo colleghi della carta stampata e non solo, ai quali quello che scrivono quotidianamente andrebbe bene da usare come carta da cesso se fosse soltanto più morbida. 

Ci provano in tutti i modi a buttar giù il Salvini il quale, per fortuna, non è il Berlusca nel senso che non è ricco, non ha società off-shore nei paradisi fiscali, ama una donna alla volta e non va in giro a organizzare festini, ragiona, in particolare, con il buonsenso della gente comune, quella che non ha tanti fronzoli per la testa e la faccia come il culo tipica dei rappresentanti del partito progressista.

A noi - nuova denuncia per apologia di reato - la sinistra fa schifo perché è ipocrita mentre pretende di essere linda e retta. A noi - doppia querela perché recidivi - che la Russia abbia dato o voglia dare o neanche sapesse cosa farci, soldi alla Lega non ce ne frega assolutamente niente. Ci interessa molto di più che Salvini riesca a tenere chiusi i porti e murate - magari - le frontiere. E che ribatta, colpo su colpo, ai burocrati degli organismi sovranazionali dell'Unione Europea e delle istituzioni finanziarie mondiali ed europee. E non ci sentiamo ignoranti per questo. Tutt'altro. Anzi, molto meno leccaculo dei giornalisti di regime.


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