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Cronaca

Don Massimo Biancalani ci ricasca: 320 euro di multa per aver ospitato un migrante irregolarmente

sabato, 22 luglio 2017, 17:23

di Chiara Forni

Il parroco di Vicofaro, don Massimo Biancalani, sembra esserci ricascato. Già in precedenza era stato oggetto di critiche a causa del suo modo un po' troppo personale di gestire il progetto di accoglienza dei migranti. 

La Questura lo teneva d'occhio, forse: in seguito ad alcuni controlli, don Biancalani ha ricevuto una multa di 320 euro per aver ospitato un ragazzo, ma senza rispettare le procedure di legge. Tutto si è verificato una ventina di giorni fa, presso la chiesa di Vicofaro, quella che ha visto coinvolto il sacerdote che ha dato origine al progetto di accoglienza dei migranti. Dopo i controlli la Questura ha convocato Don Biancalani.

Il progetto di accoglienza per i migranti prevede regole ben precise che lui non ha rispettato. Nella canonica di Ramini è stato trovato un ragazzo extracomunitario e proveniente dal Ghana, non regolarmente registrato nei fascicoli della prefettura. Un migrante clandestino.

“Sono molto dispiaciuto dell'accaduto – ha dichiarato don Biancalani – L'emergenza sull'immigrazione è sempre più forte ed il mio intento era quello di togliere un ragazzo dalla strada, e lì per lì non ho pensato alle conseguenze. È vero. Non sono riuscito a darne comunicazione alla prefettura ma i tempi brevi e le mille cose che avevo da fare non me lo hanno permesso”. Parole tenere e umane, ma che si scontrano con le prescrizioni quando si parla di migranti.

Il ragazzo del Ghana era un amico di un richiedente asilo che, attualmente, si trova ad usufruire degli spazi che la canonica mette a disposizione. Ed è stato proprio lui a dare l'allarme al parroco chiedendo ospitalità ed accoglienza nei confronti di una persona in difficoltà.

Ma per quale motivo non è stata data la tempestiva comunicazione in Prefettura, entro le tempistiche richieste? Secondo l'accordo legale effettuato con la Prefettura, ci sono 48 ore di tempo per darne effettiva comunicazione. Ma questo non è accaduto. “Avevo troppe faccende da sbrigare ed il tempo a disposizione non era sufficiente, pertanto ho deciso di accoglierlo ugualmente senza preoccuparmi fin troppo delle formalità” dice il parroco. Storia chiusa? Non esattamente.

Dai controlli effettuati è stata riscontrata un'importante irregolarità, che ha portato alle conseguenze del caso in materia d'immigrazione. Infatti, oltre alla multa che grava sulle spalle del prete, il ragazzo del Ghana è stato estromesso della canonica e rispedito in strada. “Sicuramente farò ricorso entro i 60 giorni previsti” sostiene il sacerdote di Vicofaro, che non molla la presa.

Ma questo non è stato l'unico caso di estromissione dalla canonica. A quanto pare, sembrerebbe che anche un altro ragazzo migrante abbia avuto la stessa sorte, per aver fornito false generalità in prefettura.

“Noi non siamo una cooperativa, bensì una realtà religiosa che deve rispondere alle volontà del Vangelo – prosegue don Biancalani –. La persona cristiana non è quella che va in chiesa a pregare, ma quella che offre cibo, che accoglie lo straniero e colui che cura il prossimo. E quello che facciamo noi dovrebbero farlo in tutte le parrocchie”.

La comunità da che parte sta? La situazione che vige presso la canonica di Vicofaro è imbarazzante. “Lui ha fatto della parrocchia una cooperativa per africani islamici – sostiene una donna - I suoi parrocchiani sono scappati altrove e diversi hanno trovato il ristoro nella mensa in latino. Bene, se c'è da seguire una prassi, la segua e non faccia il martire. Guardatelo, sembra un prete affidabile e cattolicamente adatto? Mi sembra uscito da un centro sociale”.

Sono queste le affermazioni anche di gran parte della collettività. “Se vuoi accogliere, come dice lui, il fratello in difficoltà senza tener conto delle leggi italiane fai pure – sostiene un ragazzo -, nessuno te lo vieta. Ma se ti trovano in difetto è giusto che ti facciano la sanzione. Evidentemente qualcuno è stanco della sua condotta. Mia figlia, a catechismo da lui, non ci andrà mai”.

Parole dure di una popolazione stanca ed esausta. Sembrerebbe che qualcuno abbia assistito ad episodi tali da rimpiangere don Furio, il precedente parroco di Vicofaro. “Mi sono recata presso la canonica un sabato pomeriggio e mi sono ritrovata a seguire una lezione di catechismo a dir poco scandalosa. Quando si tratta di bambini bisogna mantenere dei limiti che non sono stati osservati. A mio parere dovrebbe essere scomunicato. Ho frequentato la chiesa sin da quando ero bambina, e mi sono trovata sempre bene, perché c'era don Furio. C'ho fatto la comunione, la cresima, e non ho mai avuto problemi simili. Don Biancalani ha contribuito ad allontanare i credenti dalla chiesa, costringendoli ad andare altrove. Io, i miei figli, non li porterò mai da lui”, dice un'altra donna.

Insomma, la maggior parte della comunità è contraria a Don Biancalani. D'altro canto, ci sono anche persone a sostegno del progetto di accoglienza. Ma, in ogni caso, non si sbilanciano troppo sul tema e preferiscono restare nell'ombra. Di sicuro c'è una multa a carico del parroco.

Foto Antonio Tortorella


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