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Cronaca

Riciclavano auto rubate tra la Campania e la Toscana: banda neutralizzata dalla polstrada

venerdì, 14 settembre 2018, 14:32

di giulia zamponi

Non è stata un’operazione facile ed immediata quella condotta dalla polizia stradale di Pistoia nello smantellare una gang specializzata nella rivendita di vetture di lusso rubate. Auto importanti come Range Rover Evoque, Mercedes CLS500, Audi TT e A6, e perfino una Panda proveniente da una scuola guida.

L’operazione di polizia giudiziaria, coordinata dalla procura della Repubblica di Pistoia, è stata denominata “Bella Roba”, parole estrapolate dai poliziotti in alcune intercettazioni telefoniche, e che si riferivano alle belle macchine. Le indagini, che hanno avuto inizio alla fine dell’anno 2016, sono state condotte dagli investigatori dalla sezione di polizia stradale di Pistoia, con a capo il nuovo dirigente, la dottoressa Daniela Giuffrè, in collaborazione con gli investigatori della sottosezione di Montecatini Terme.

Coinvolte nella truffa sei persone, quattro delle quali arrestate e due denunciate a piede libero. Le autovetture venivano rubate nella zona campana, e poi riciclate attraverso il metodo della nazionalizzazione, che consiste nel portare una macchina straniera in territorio italiano, da una persona di nazionalità italiana e successivamente immatricolarla di nuovo. Nazionalizzarla, ovvero renderla una macchina italiana.

Le carte di circolazione potevano essere contraffatte o rubate in bianco: la vettura quindi prendeva la cittadinanza del paese, i truffatori andavano alla motorizzazione con i documenti esteri dell’auto e la immatricolavano nuovamente. I veicoli provenivano da tre modus operandi: o venivano rubati mentre erano parcheggiati, o venivano rapinati come in un caso in Puglia, o venivano truffate le compagnie assicurative.

La banda taroccava il telaio delle auto per rimetterle poi sul mercato tramite una rivendita di zona gestita da uno di loro e reclamizzandole con apposite inserzioni pubblicate sui siti specializzati. Dopo la punzonatura di un nuovo numero sul telaio, ripulivano i veicoli rubati munendoli di documenti freschi, facendoli passare come sdoganati da un paese europeo grazie ad un falso passaggio di proprietà. Questi professionisti specializzati fingevano che le vetture venissero dall’estero, soprattutto dalla Spagna.

Ma sono state la tenacia degli investigatori della polstrada e le nuove tecnologie a sgominare la banda. I delinquenti hanno modificato il telaio in modo meccanico, ma non hanno tenuto conto di tutti gli aspetti tecnologici di un’auto di quel tipo. Infatti il numero del telaio non viene riportato solo sul numero della vettura, ma anche sulla chiave elettrica. E quindi il numero del telaio non coincideva: immettendolo nel database della polizia, risultava che l’auto era stata rubata. In alcuni casi i poliziotti hanno scoperto che i delinquenti avevano clonato i dati di altre auto già circolanti.

I malfattori hanno pensato di pubblicizzare le autovetture su alcuni siti cinesi, contando sui numerosi cittadini asiatici che vivono in Toscana, in particolare nella zona di Prato. Gli annunci di vendita sono stati pubblicati in cinese, cercando di rendere la cosa più credibile e rendere più difficili i controlli della polizia. In questo modo comincia l’attività investigativa che porta la polstrada ad un autosalone, che metteva in vendita le auto più pregiate: il prototipo di Audi TT per le corse, unica nel suo genere, con dotazioni tecniche particolari, era stata addirittura esposta in bella mostra ed in vendita. Il proprietario dell’autosalone in Valdinievole, adesso si trova in carcere, insieme ad un commerciante.

Gli investigatori hanno ricostruito tassello dopo tassello tutto il mosaico messo in piedi dai trafficanti di auto, consentendo così al gip del Tribunale di Pistoia di emettere quattro ordinanze di custodia cautelare, che sono state eseguite dai poliziotti due giorni fa. Ora tre malfattori sono stati arrestati e si trovano in carcere (due sono pistoiesi, uno campano), un altro pistoiese ha l’obbligo di dimora. Altri due componenti della banda, la cui posizione è risultata meno grave, sono stati denunciati a piede libero.

La polstrada ha recuperato sei auto di grossa cilindrata dal valore complessivo di circa 400mila euro, una delle quali di un valore superiore ai 140mila euro. Le vetture sono state poi restituite ai proprietari, increduli per averle ritrovate. “È stato davvero bello restituire le macchine. Guardare le facce delle persone che si rivedono indietro un’auto di un certo valore, non ha prezzo”, ha commentato il dirigente della polstrada, dottoressa Giuffrè.


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