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Economia

Confindustria tira le somme ed esprime preoccupazione per l'attività del Governo

lunedì, 11 febbraio 2019, 16:05

di lorenzo vannucci

Una preoccupazione diffusa riguardante l'attività dell'amministrazione, sia in ambito locale che nazionale. Questo è quanto ha espresso stamane la sezione di Confindustria di Lucca Prato e Pistoia che, in una conferenza stampa, ha fatto il punto, tra le altre cose, per quanto riguarda i dati economici relativi al territorio pistoiese. "Nel 2017 le imprese hanno continuato a credere in loro stesse - ha sottolineato il presidente di Confindustria Toscana nord Giulio Grossi - e lo hanno fatto perché lo hanno voluto ma anche per altri motivi".

E, tra gli altri motivi, Grossi ha individuato in particolar modo misure fiscali come l'ACE-aiuto alla crescità economica che "hanno contribuito in modo positivo alla capitalizzazione delle imprese". "La crescita limitata del valore aggiunto - ha inoltre sottolineato Grossi - è stata la conseguenza, principalmente, di un'evoluzione dei prezzi e dei costi non favorevoli in quanto nel 2017 la crescita dei dei costi, soprattutto esterni, è stata superiore alla crescita dei ricavi, una situazione questa diametralmente opposta a quella riscontrata nel 2016".

Per quanto riguarda i dati riferiti all'area pistoiese: essa si distingue la crescita dei ricavi aggregati (+3,4 per cento rispetto al 2,2 per cento per la media dell'area), ma anche per la lieve riduzione del valore aggiunto (-0,8 per cento). Nell'orizzonte degli ultimi due anni disponibili tuttavia il tasso di incremento medio del valore aggiunto è stato positivo (+2,06 per cento). I bilanci delle aziende pistoiesi mostrano la crescita più elevata dell'area dal punto di vista dell'incidenza dei mezzi propri rispetto alle fonti di finanziamento (+0,5 per cento punti di incidenza in più per l'aggregato nel 2017 rispetto al 2016).

E, se la crescita dei ricavi è stata trainata in particolare dal settore delle calzature e del cuoio , sia i settori del comparto moda hanno contribuito in positivo alla crescita del valore aggiunto insieme al settore della chimica e della plastica. I settori della moda registrano anche una certa crescita della marginalità delle vendite nell'ultimo anno, in ogni caso inferiore al punto percentuale, che nella media dei settori manifatturieri pistoiesi è invece rimasta ferma tra il 2016 e il 2017.

A fronte di questi dati Grossi ha anche effettuato alcune valutazioni circa la situazione politica locale e nazionale in quanto molte sono le partite in cui la Toscana in generale e Pistoia in particolare debbono cimentarsi: dal rifacimento di un tratto autostradale importante, passando per il raddoppio della ferrovia tra Pistoia e Lucca. Ebbene: Grossi ha espresso preoccupazione circa quelle che sono le politiche del Governo: "Non possiamo fare a meno di notare - ha sottolineato il presidente della sezione Toscana nord di Confindustria - come vi sia molta incertezza a questo riguardo, soprattutto se si considera come la Germania non cresce più, recentemente si è creato un dissidio con la Francia, lo spread è alto. C'è instabilità e questo non è certo un fattore positivo".

Pistoia

Pistoia si distingue per la crescita dei ricavi aggregati (+3,4 per cento rispetto a +2,2 per cento per la media dell'area ), ma anche per la lieve riduzione del valore aggiunto (-0,8 per cento). Nell'orizzonte degli ultimi due anni disponibili, tuttavia, il tasso di incremento medio del valore aggiunto è stato positivo: +2,0 per cento. I bilanci delle aziende pistoiesi mostrano la crescita più elevata dell'area sotto il profilo dell'incidenza dei mezzi propri rispetto alle fonti di finanziamento (+0,5 punti di incidenza in più per l'aggregato nel 2017 rispetto al 2016), crescita che è visibile in modo particolare nei settori della carta e cartotecnica e nel metalmeccanico. La crescita dei ricavi è stata trainata dal settore delle calzature e cuoio (+10,5 per cento fra il 2016 ed il 2017) e, più in generale, tutti i settori del comparto moda (tessile, abbigliamento, cuoio e calzature) hanno contribuito in positivo alla crescita del valore aggiunto (rispettivamente: +1,7 per cento, +10,1 per cento, +17,5 per cento), insieme al settore della chimica e plastica (+1,4 per cento). I settori della moda registrano anche una certa crescita della marginalità delle vendite nell'ultimo anno, in ogni caso inferiore al punto percentuale, che nella media dei settori manifatturieri pistoiesi è invece rimasta ferma fra il 2016 ed il 2107. Gli altri settori manifatturieri hanno messo in evidenza una dinamica negativa del valore aggiunto fra il 2016 ed il 2017, a causa di una crescita dei costi esterni più che proporzionale rispetto ai ricavi. Casi di crescita particolare per l'incidenza del costo del lavoro sul valore aggiunto sono rappresentati dal settore alimentare (+2,3 punti fra il 2017 ed il 2016) e la carta-cartotecnica (+2,1 punti). L'incidenza del costo del lavoro nel settore metalmeccanico registra una lieve crescita nell'ultimo anno (+0,7 per cento), ma resta in diminuzione lungo un orizzonte significativo di cinque anni (-0,4 punti).  

"Occorre evidenziare – afferma Daniele Matteini – che i fattori che stanno dietro all'evoluzione sfavorevole, in alcuni comparti, sembrano comunque transitori; e sono compensati dal segno positivo che i settori della moda e della chimica e plastica esprimono anche nel 2017. Inoltre il tasso di crescita medio del valore aggiunto negli ultimi due anni (+2,0 per l'intero settore manifatturiero) è positivo per quasi tutti i settori. Si tratta ovviamente di una situazione da tenere sotto controllo, ma siamo convinti che anche a Pistoia esista un nucleo di aziende ben strutturate, in grado di affrontare con successo le sfide di un contesto competitivo non semplice come quello attuale".  


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