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L'Evento

Il gioiello come opera d'arte incanta il mondo, dagli orafi toscani ai giornalisti del The New York Times

sabato, 23 marzo 2019, 18:22

La mostra "Rigore e libertà", con le sue bellezze architettoniche unite alla versatilità dell'oro, incantano il mondo, in un dialogo che dagli orafi di Pistoia spazia fino a toccare i lidi statunitensi. Un binomio perfetto per inquadrare e dare nome all'esperienza artistica di una delle proposte culturali della città che è stata più apprezzata dal pubblico italiano e internazionale. La valorizzazione dell'arte contemporanea italiana nel rapporto con il maestro pistoiese, Marino Marini, protagonista indiscusso del '900, ha varcato i confini riuscendo a collocarsi tra le colonne di uno dei quotidiani più importanti al mondo, il New York Times, grazie ad un articolo di Laura Rysman. L'evento, incentrato sul percorso del gioiello come opera d'arte ad opera dei maestri dell'oro Giampaolo Babetto (Padova 1947), Francesco Pavan (1937), Mario Pinton (Padova 1919 – 2008) riempirà domani, domenica 24 marzo per l'ultima giornata di esposizione, di armonie artistiche e abilità artigianali il Museo Marino Marini di Pistoia. La mostra si compone di un'ampia selezione di opere, oltre 150 gioielli dai primi anni Cinquanta fino ai nostri giorni.

Un omaggio, quello che la Fondazione Marino Marini di Pistoia ha dedicato alle origini del gioiello contemporaneo, che ha creato un dialogo inedito con gli orafi dell'area pistoiese. La Fondazione ha allestito una visita guidata, condotta dal curatore Marco Bazzini, per consentire l'incontro tra il passato e il presente, tra i grandi maestri Babetto, Pavan e Pinton e gli artigiani della contemporaneità. All'invito hanno risposto Paolo Gavazzi di Oro, pensieri e forme di Pistoia, Daniele Vezzani del Centro servizi orafi di Pistoia, Paola Morosi di Merlino Gioielli, unica artigiana rimasta in via degli orafi a Pistoia, dove nel Rinascimento pullulavano le botteghe di lavorazione del metallo più prezioso, e Silvia Ciampi della Bottega dei preziosi di Serravalle pistoiese. Gli oggetti esposti in mostra, tra cui anelli, orecchini, collane, bracciali, spille pensati e realizzati come opere d'arte, hanno letteralmente rapito gli sguardi degli orafi che si sono espressi con parole di grande ammirazione non solo per la bellezza delle forme ma anche per la maestria progettuale e le capacità tecniche di realizzazione.  "E' una mostra che racconta il genio italiano nell'arte dell'oro e che colpisce per la lavorazione a mano del gioiello – dichiara Paolo Gavazzi - mi hanno entusiasmato l'attenzione e la cura del dettaglio, la satinatura, il colore e la leggerezza degli oggetti, l'abilità artigianale tutta italiana che ci regala opere d'arte di indiscutibile bellezza". "Le forme, le funzioni e le caratteristiche del gioiello del ventesimo secolo sono esaltate in questo evento davvero unico – aggiunge Silvia Ciampi - dietro ogni oggetto, apparentemente lineare e semplice, si cela un lavoro infinito, tantissima pazienza e complessità nella lavorazione, trovo straordinarie in particolar modo le collane e le componenti modulari di cui esse sono costituite, lo studio delle geometrie e la ricerca progettuale fanno grandi i tre orafi che non si avvalevano di strumenti digitali ma solo di ingegno, creatività e maestria artigianale". "La visita alla mostra ci ha offerto un'occasione di arricchimento e di confronto – ha concluso Paola Morosi – ogni opera è stata realizzata come una miniatura architettonica, la libertà del movimento si fonde al rigore delle geometrie, ringrazio a nome di tutti i colleghi la Fondazione per l'opportunità che ci è stata offerta. E' una mostra che vale la pena visitare".

La mostra si dispiega dagli anni '50 e attraversa oltre mezzo secolo di vita per raccontare la nascita e lo sviluppo del rapporto tra arte e gioiello. "Rigore e Libertà" mette in luce per la prima volta la relazione tra Pinton e Marino Marini, autore di gioielli e opere d'arte realizzate con materiali preziosi e il ruolo che l'artista pistoiese ha avuto in questo specifico percorso. "Accogliamo infatti alcuni pezzi, mai visti, realizzati in oro e in argento da Marino Marini negli anni '70 – precisa la direttrice della Fondazione Marino Marini di Pistoia Maria Teresa Tosi - alcuni piccoli cavalli e veri e propri gioielli che Marino ha realizzato per la moglie durante la sua permanenza a Parigi. Il carattere inedito dell'evento risiede nel valore artistico e affettivo delle opere in mostra, testimonianze inedite dell'ampia produzione di Marino. "Con questo evento abbiamo valorizzato un aspetto e un volto nuovo del talento eclettico di Marino – conclude la direttrice - che si è cimentato nella lavorazione di questi preziosi materiali, tra cui i gioielli donati all'amata Marina e il ritratto di Stravinskij realizzato interamente in argento, già presente nel percorso museale". L'evento è stato organizzato in collaborazione con la Galleria Antonella Villanova di Firenze.

Orari di apertura: domenica ore 14.30-19.30

Info: tel 0573 30285 – fmarini.eventi@gmail.com – www.fondazionemarinomarini.it

 


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