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Montecatini

Sottoponevano le ragazze a riti magici e le facevano prostituire: fermati due nigeriani

giovedì, 8 novembre 2018, 13:21

di lorenzo vannucci

Sottoponevano le ragazze ad un rito 'Ju-Ju', che serviva a vincolare le donne al debito contratto e, una volta che le ragazze arrivavano in Italia, erano costrette a prostituirsi fino ad essere in grado di restituire si trafficanti il costo del viaggio, stimato in 35 mila euro. Per questo motivo la polizia di Stato di Pistoia ha comminato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di O.E, nigeriano 34enne residente in Valdinievole, e un obbligo di dimora nei confronti di U. O. J, cittadina nigeriana anch'essa residente in Valdinievole. 

"Il tutto - hanno raccontato i funzionari della polizia di Stato - ė partito quando ė stata fermata una ragazza nell'ambito di controlli contro la prostituzione. Ella, trasferita in un centro di identificazione ed espulsione, ha cominciato a raccontare la propria storia. Grazie alla sua testimonianza sono state trovate altre due ragazze che avevano subito la stessa sorte e, in seguito, ė stato possibile identificare alcuni responsabili".

Dai racconti delle ragazze sono emersi particolari raccapriccianti: le ragazze venivano contattate, in Nigeria, da persone che offrivano loro il 'viaggio della speranza' verso l'Italia, cosa che poneva le stesse ragazze in debito verso i trafficanti che le prendevano in custodia. Questo legame debitorio era suggellato da un 'rito Ju-Ju' che si svolgeva prima che il viaggio cominciasse. Il rito prevedeva che le ragazze venissero presi gli indumenti intimi, parti delle unghie e alcuni peli del pube. In seguito veniva fatto mangiare loro l'organo crudo di un animale insieme a grappa. Al termine venivano praticati alle ragazze alcuni fori alle mani con oggetti appuntiti facendo fuoriuscire sangue che, successivamente, veniva mischiato ad una sostanza nera con cui si spalmavano le ferite.

Le ragazze, arrivate in Italia, erano quindi avviate alla prostituzione sotto la costante minaccia di punizioni nei confronti dei familiari rimasti in Nigeria. Nel corso delle perquisizioni sono state rinvenute confezioni di preservativi e farmaci per procurare l'aborto. "Una delle donne avviate alla prostituzione aveva giá subito due aborti spontanei, verosimilmente procurati dai farmaci" hanno fatto sapere dalla Mobile. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Angela Pietroiusti dell'antimafia di Firenze, hanno visto contestare ai due fermati i reati di tratta, tentata estorsione, sfuttamento e favoreggiamento della prostituzione.


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