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Politica

Palomar: "Le mani sul Ceppo, appello alla città per la tutela dell'interesse pubblico"

mercoledì, 8 agosto 2018, 10:32

L'associazione politico-culturale Palomar, che mette al centro della propria riflessione il rapporto tra città e democrazia nell'età globale, restando ben ancorata al dibattito pubblico della propria realtà cittadina, Pistoia, interviene per fare un appello alla città per la tutela dell'interesse pubblico.

"Nel cuore dell'estate - esordisce - comune di Pistoia e ASL pubblicano un comunicato nel quale annunciano la volontà condivisa di rivedere l'accordo di programma sull'area del Ceppo. In appena due pagine si delineano i punti di questa revisione: 1) il comune di Pistoia rinuncia al padiglione ex Cassa di Risparmio, che avrebbe dovuto ospitare, in alternativa, o gli uffici comunali riaggregati o il nuovo Tribunale (per il quale il Ministero della Giustizia aveva già manifestato interesse); 2)  le funzioni sociosanitarie, previste sul lato di Viale Matteotti, si sposterebbero lì, e dall'altra parte si lavorerebbe per un cambio di destinazione d'uso, ovvero appartamenti, che si aggiungerebbero a quelli già previsti  all'interno dell'area; 3) si pensa di far confluire nel nuovo testo l'accordo di programma sulle Ville Sbertoli, anche quello radicalmente modificato ma non si accenna come. Sottotesto, o meglio pretesto autogiustificatorio di questo ribaltone, è l'ipotetica e non dimostrata insostenibilità del piano approvato".

"Ecco come traduciamo questa bozza di intesa - dichiara -: 1) il comune ha compromesso i sei milioni di risorse PIU, acquisite dalla precedente amministrazione per realizzare, nella parte monumentale del complesso del Ceppo, il Museo della Città e la Casa della Città; 2) il comune ha perciò deciso di uscire totalmente dalla riqualificazione dell'area del Ceppo, rinunciando ad ogni esercizio pianificatorio – competenza fondamentale di un'amministrazione comunale – su un'area  che rappresenta il cuore storico della città; 3) l'ASL, ritrovatasi a ridefinire da sola la forma dell'intera area, sta riorganizzando le sue funzioni secondo criteri privatistici di convenienza e risparmio, senza pensare ad altre funzioni essenziali per un disegno di città, dalla mobilità, al verde, alla cultura; 4) in più, per accelerare il rientro del piano finanziario della costruzione del nuovo ospedale, l'ASL ha chiesto e ottenuto che si inserisse nello stesso contesto anche la valorizzazione delle Ville Sbertoli, presumibilmente pensando di ritrarsene integralmente, al contrario di quanto previsto in un accordo che non a caso era parte integrante della Capitale della Cultura e conteneva la preservazione di funzioni pubbliche e sociosanitarie, il restauro degli edifici storici e la realizzazione di un parco pubblico, prima di ogni investimento a carattere residenziale/ricettivo".

"Conclusioni - incalza -. 1) La fola dell'insostenibilità del piano del Ceppo (piano a suo tempo avvalorato da tutti i pareri tecnici di comune, ASL e Regione, compreso un advisor esterno) serve a coprire, di questa amministrazione comunale, o l'incapacità, o la noncuranza urbanistica, o altri obiettivi/interessi non dichiarati. Noi ci incaricheremo di rendere chiaro quale di queste tre motivazioni, tutte gravissime, sia quella vera o prevalente. 2) La rinuncia all'acquisizione di patrimonio, e il recesso totale dalle funzioni di pianificazione rimettendo in capo alla sola ASL le scelte, impoveriscono l'amministrazione; verificheremo se queste posizioni determinino un danno erariale, per il quale l'amministrazione sarà chiamata a rendere conto presso le autorità competenti. 3) I progetti che sarebbero cancellati con questo colpo di spugna erano stati definiti grazie ad un processo di partecipazione (attivato dall'amministrazione precedente ai sensi della Legge regionale sulla partecipazione, con un contributo di 25.000 euro) che ha coinvolto circa cinquecento cittadini, singoli o organizzati. L'accordo di programma, con ASL, Regione, Provincia, Sovrintendenza dei Beni artistici e culturali, era stato approvato dal Consiglio Comunale di Pistoia. Verificheremo quindi da un punto di vista legale la liceità della condotta della Giunta Tomasi, in aggiunta alla totale inopportunità e scorrettezza politica di questa condotta. 4) Il progetto di rigenerazione dell'area del Ceppo costituiva il nucleo forte del dossier per Pistoia Capitale Italiana della Cultura; il MIBACT potrebbe legittimamente chiedere conto di cosa ne è stato, e tirare qualche conseguenza. 5) La Regione aveva non solo sottoscritto, ma enfatizzato l'accordo di programma del 2015, definendolo "modello di progettazione europea" e rendendosene garante anche nella forma di Autorità Urbana per la gestione delle risorse PIU. Ci aspettiamo che riaffermi la sua posizione, non delegando semplicemente al braccio operativo dell'ASL il confronto con il Comune di Pistoia".

"Terremo l'occhio vigile sul comune, sull'ASL, sulla Regione, - conclude - richiamando tutti alla responsabilità politica e istituzionale, perché nulla dell'accordo di programma del 2015 sia cambiato: nel rispetto della città, di decenni di pianificazione urbanistica su quell'area, della storia di Pistoia. E nella tutela intransigente e rigorosa del primato dell'interesse pubblico, che oggi vediamo a forte rischio. Solleveremo una grande questione democratica, dando voce a tutti i cittadini pistoiesi, agli ordini professionali, alle categorie economiche e sociali che hanno concorso alla definizione del progetto del Ceppo". 

 

 


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