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Politica

Giorno del Ricordo: polemica tra il Partito Comunista e FdI

domenica, 10 febbraio 2019, 21:04

di lorenzo vannucci

La querelle si ripete, più o meno puntuale, ogni anno: arrivati al 10 febbraio qualche irriducibile cerca, non sempre senza successo, di minimizzare quanto viene rimembrato nel giorno del ricordo e, di conseguenza, nasce un'inevitabile polemica politica.

Quest'anno tutto nasce grazie all'iniziativa del Partito Comunista pistoiese che, proprio in occasione della giornata odierna, ha scelto non solo di disertare le commemorazioni ufficiali ma di organizzare un pomeriggio alternativo con, infine, la possibilitá, per chi volesse, di tesserarsi al partito stesso.

Lo stesso Partito Comunista ha reso nota la propria posizione, spiegando come "Anche a Pistoia, per il secondo anno consecutivo, si celebra la cosiddetta "giornata del ricordo" in memoria dei fantomatici "massacri delle foibe" lungo il confine orientale ad opera dei partigiani jugoslavi: una lettura faziosa e aberrante di quella che è la verità storica. Si parla di pulizia etnica, di una vera e propria "guerra contro gli italiani", decuplicando i numeri delle vittime fino ad arrivare ad una equiparazione fra vittime e carnefici, cioè fra i partigiani e i fascisti. Ma la manipolazione della storia, prima ancora che nei numeri, sta nella lettura tutta ideologica che viene data delle vicende del confine Italo-Jugoslavo fra il '43 e il '45, astratti dal contesto storico in cui i fatti sono avvenuti".

"La verità - hanno aggiunto dalla sezione pistoiese del PC - è che una pulizia etnica c'è stata, ma l'hanno fatta per anni i fascisti (italiani) nei confronti dei popoli slavi. La politica fascista nei territori slavi è ben riassunta da una frase di Mussolini: «Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell'Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani».I fascisti imposero per anni l'italianizzazione forzata, costruendo campi di concentramento, nei quali furono internati migliaia di prigionieri politici e cittadini slavi che si opponevano alla politica fascista. Durante la Seconda Guerra Mondiale, l'occupazione militare della Jugoslavia (con l'intera Slovenia annessa forzatamente all'Italia come "provincia di Lubiana" e la Croazia ridotta a uno stato fantoccio fascista) vede i fascisti macchiarsi di crimini di ogni tipo perpetrati contro le popolazioni slave. È un periodo di fucilazioni, di stupri di massa, di interi villaggi rasi al suolo dai fascisti, di oltre 25.000 deportati nei campi di concentramento dai fascisti italiani e dai tedeschi. Fra il '43 e il '45 vengono massacrati dai fascisti complessivamente 250.000 slavi e antifascisti di varia provenienza. È in questo contesto che vanno lette le vicende di quegli anni".

"Ogni lettura che prescinda dal contesto storico - hanno inoltre sottolineato i membri del PC - tacendo su tutto questo mentre parla di una fantomatica "pulizia etnica" nei confronti degli italiani, è una lettura tutta ideologica che mira alla sostanziale difesa dei crimini fascisti e alla criminalizzazione della Resistenza partigiana. Mentre il PD sarà in piazza a fianco del sindaco Tomasi e di Casapound, il Partito Comunista organizzerà una giornata alternativa, rendendo onore ai martiri della Resistenza e agli Italiani che combatterono spalla a spalla coi partigiani Jugoslavi, in nome della libertà e della fratellanza tra i popoli".
"Alle ore 17 - hanno annunciato dal Partito - deporremo una corona di fiori al monumento della Divisione Partigiana Garibaldi nel quartiere delle Fornaci, mentre alle ore 18 ci sposteremo alla Casa del Popolo (sempre quartiere Fornaci) per la proiezione del documentario "Partizani: la Resistenza Italiana in Montenegro", prodotto dallo storico Erick Gobetti. Difendiamo la verità storica, contro ogni falsificazione, ogni tentennamento, ogni accomodamento".

La risposta non si è fatta attendere: a prendersene cura FdI con il consigliere comunale Gabriele Sgueglia: "ogni anno siamo infatti costretti a leggere di iniziative infamanti nei confronti dei nostri connazionali trucidati dai partigiani comunisti iugoslavi volte a far passare un messaggio tendenzioso e minimizzante. Anche quest'anno il partito comunista di Pistoia non ha mancato l'appuntamento: per la giornata del Ricordo, come spiegano i responsabili in un delirante comunicato, sono state organizzate delle contro iniziative che vorrebbero spostare l'attenzione rispetto al tema della giornata del 10 febbraio e che rappresentano un insulto alla memoria di coloro che furono uccisi e un'infamia nei confronti dei tanti che furono costretti a fuggire dalla loro terra natia. Si tratta di un atteggiamento da condannare che spero sia utile ai pistoiesi per capire l'importanza di partecipare attivamente al ricordo dei numerosi civili italiani ieri assassinati dai partigiani titini e dimenticati da una classe politica complice ed oggi oltraggiati da questi soggetti inqualificabili".


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