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Politica

Tu chiamala, se vuoi, estinzione

domenica, 10 febbraio 2019, 19:40

di lorenzo vannucci

Partito Democratico, Liberi ed Uguali, Potere al Popolo, MdP, Sinistra Italiana, Possibile, Italia dei Valori, Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea, Partito Socialista Italiano, Nuovo Psi, +Europa, Federazione dei Verdi: sono almeno dodici i partiti che si ispirano o dicono di ispirarsi a valori richiamanti la sinistra, a cui si devono aggiungere il nascente Movimento Repubblicano di Carlo Calenda, quello arancione di Luigi De Magistris, la rete dei sindaci di Pizzarotti e qualche soggetto politico d'area che sicuramente sta nascendo adesso ma ancora non ci ha fatto pervenire il comunicato stampa di presentazione.

Ebbene: la somma dei voti derivanti dagli istituti sondaggistici non raggiunge quanto è attestato alla Lega di Matteo Salvini e fa fatica ad affiancare il peso virtuale del M5S di Luigi Di Maio. Eppure, ai diretti interessati, alla sinistra appunto, non sembra interessare granché. 

Ė passato un anno dal voto del 4 marzo che ha consegnato, di fatto, il paese nelle mani del Governo gialloverde. Un Governo a cui molti non avrebbero dato sei mesi di vita e che invece, con tutti i suoi difetti ed i suoi errori, sembra tenere, soprattutto nel rapporto con l'opinione pubblica. In questi mesi, in questo anno, era lecito aspettarsi che, dopo un risultato elettorale catastrofico, i partiti di sinistra avessero un sussulto di dignità ed insieme una reazione, proponendo all'Italia un nuovo progetto politico. Invece le cose non sono andate così.

Nomi di partiti, di leader e leader mancati, di nuovi fronti e correnti fuoriescono ogni giorno sulla carta stampata e non. Le conferenze di politici che annunciano il cambio di partito, una scissione, una data importante sono all'ordine del giorno: e forse Renzi fa un partito tutto suo, e Potere al Popolo fa una consultazione tra gli iscritti per decidere se allearsi o meno con De Magistris e compagni, e LeU esiste in Parlamento ma per finta, perché i tre partiti che la componevano, Sinistra Italiana, Possibile ed MdP, sono riusciti a stare insieme giusto il tempo di accaparrarsi una ventina di deputati, e il congresso di +Europa è una cosa talmente da Prima Repubblica che lo ha vinto un giovanotto come Benedetto Della Vedova che, Ex Radicale, ex PdL, ex Fli, ex Sc, ora punta ad una nuova sistemazione nell'arco partitico costituzionale con un soggetto politico da collocare nel centrosinistra. Per fare cosa? Non è dato saperlo. 

Il problema sostanziale riscontrabile da un anno di Governo giallo-verde è che, per parafrasare un vecchio adagio, 'l'opposizione abbaia ma non morde'. E non solo non morde: non ha uno straccio di proposta alternativa rispetto a ciò che il Governo sta portando avanti. Vediamo alcuni esempi concreti. Immigrazione: per la sinistra il Governo limita gli sbarchi e dunque è fascista perché ferma la migrazione dei popoli. Quando però alla stessa sinistra si chiede come affrontare il tema, quale soluzione voglia offrire di fronte al processo migratorio, la stessa sinistra tace. Lo stesso vale per il reddito di cittadinanza, tanto bistrattato da molti ma al quale una soluzione alternativa non è ancora stata proposta da nessuno. 

Ma d'altra parte, ci potremmo chiedere, quale possibilità di proporre qualcosa di nuovo ha, chi fino a ieri ha governato il Paese ed è stato spazzato via alle elezioni del 4 di marzo 2018? Nessuna, potremmo risponderci, a meno che quella parte politica non abbia la forza e la volontà di riformarsi, di rifondarsi, di rinnovarsi. E per rinnovarsi non basta cambiare nome ad un partito, non basta eleggere un nuovo segretario (con comodo, un anno dopo..), non basta attaccare il Governo tutti i giorni definendolo "fascista", "razzista", "incompetente", "cialtrone" e compagnia cantante.

Occorrono progetti politici nuovi certo, facce nuove (che non debbano emigrare da Laterina a Bolzano per un posto in Parlamento) sicuramente, ma occorrono idee, contenuti, valori. Occorre che qualcuno richiami alla memoria quelli che sono i veri valori dei movimenti di sinistra. 

'So cos'è l'amore, cos'è la Sinistra devo scoprirlo' diceva qualcuno. Ma ormai non c'è più molto tempo per fare questa riflessione al limite dell'antropologico. In un mondo ideale i signori che volessero aspirare ad una guida omogenea su quella parte politica dovrebbero affrontare temi epocali: corruzione, conflitto di interesse, immigrazione, ambiente, lavoro, istruzione, ricerca, università, welfare, crescita, sud, infrastrutture (che non vuol dire grandi opere, vuol dire capire che non si può lasciare mezza Italia con il binario unico).

Che vuole fare la sinistra per questi aspetti? Chi vuole prendersi la responsabilità di indicare una via da seguire? Quale vuole essere la proposta politica di forze di opposizione che vorrebbero, un domani, essere o tornare ad essere più di Governo che di lotta? Non si sa. E, fino a che qualcuno non avrà il coraggio di affrontare tali tematiche, M5S e Lega avranno praterie in cui potranno fare il bello ed il cattivo tempo e portare la sinistra ad un passo da una marginalità al limite dell'estinzione politica. 

 


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