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Politica

Torta di mele, spigole e un applauso liberatorio: cronaca di quattro giorni in consiglio comunale

venerdì, 15 marzo 2019, 09:39

di lorenzo vannucci

Settimana di straordinari per gli addetti ai lavori della politica pistoiese: dopo oltre venti ore di discussione, quattro sedute dedicate, oltre ottanta emendamenti analizzati, centinaia e centinaia di interventi, finalmente è stato approvato il bilancio del comune di Pistoia. Sono stati quattro giorni duri, di lotta politica, di scontro e di confronto tra le varie anime del consiglio comunale. Giorni in cui il clima, in aula, cambiava rapidamente: teso, rilassato, poi elettrico. Ma, alla fine, la quadra è stata trovata ed il bilancio è stato approvato.

Tutto comincia un lunedì pomeriggio: il sole risplende in piazza del Duomo. I consiglieri arrivano in aula alla spicciolata: il presidente del consiglio non fa in tempo ad aprire la seduta che già è necessaria una sospensione: devono essere distribuiti gli emendamenti ai gruppi. E sono tanti gli emendamenti. “Prima delle quattro non si comincia” dice una consigliere.

Noi osserviamo, in attesa. I banchi della maggioranza sono strapieni: tutta Pistoia Concreta è china sulle carte, occhiali alla mano. Capecchi legge qualcosa muovendo le labbra. Il sindaco entra e esce dalla sala. Le opposizioni sono a capannello nella sala maggiore: entreranno tutte insieme in sala Grandonio un'ora dopo, quando la seduta viene ripresa, come una squadra di calcio che esce dagli spogliatoi, pronti alla battaglia politica.

L'atmosfera è nervosa: sembra di essere al primo giorno di scuola, nessuno vuole sbagliare niente. Si comincia a parlare di città, di grandi temi. L'assessore al bilancio, Semplici, illustra la manovra: “non è proprio quello che volevamo, ma bisogna considerare la rigidità strutturale che è preda di questo bilancio”. Rigidità strutturale: insieme a “Mozione d'ordine” sarà la perifrasi più utilizzata in quattro giorni di lavori. Il cielo si fa scuro, si accendono le luci in sala. E, sul far della sera arriva la prima vera contrapposizione muscolare tra maggioranza ed opposizione.

Tutto nasce da un emendamento di FdI, presentato dal consigliere Gabriele Sgueglia, con il quale si chiede di restringere le agevolazioni per i servizi a quelle famiglie nel cui nucleo vi fosse almeno un residente nel comune da almeno cinque anni. La Giunta accoglie l'emendamento, le opposizioni chiedono un dibattito, la presidenza del consiglio, rifacendosi ad una prassi standardizzata, lo nega: gli emendamenti accolti dalla Giunta non sono oggetto di discussione. “Ma è discriminatorio presidente” tuona Bartoli dai banchi della Minoranza. Tutti sono sul piede di guerra: Nuti, Maglione, Alberti. La presidenza concede una sospensione di venti minuti, dopo la quale Sgueglia decide di ritirare l'emendamento, “perché il provvedimento possa essere discusso con tranquillità in seguito”. Il bilancio del comune di Pistoia ha superato un primo grande ostacolo.

Martedì pomeriggio: i lavori riprendono in un clima quasi estivo. Ci sono montagne di emendamenti delle minoranze da approvare: le minoranze parlano tanto, i temi sono vari: la maggioranza è attaccata sulla rigidità del bilancio: “Se non spostate i fondi del personale vuol dire che la volete voi, ma ne parliamo domani” dice Bartoli; sulla TARI, che aumenta e tanto “Per politiche che hanno nomi e cognomi: Federica Fratoni e Enrico Rossi” sostengono dai partiti di Governo”. “No, è anche colpa vostra: cosa avete fatto per alzare i tassi della raccolta differenziata? Niente” ribattono le opposizioni. Si arriva verso le 19.30: ci sono diciassette voti consecutivi da fare. Il primo blocco di emendamenti è finalmente terminato.

Sono le 19.43 di martedì 12 marzo: il primo blocco di emendamento è terminato, ma non la seduta: l'assessore al bilancio vuole intaccare il secondo blocco. “Mozione d'ordine” chiedono all'unisono Bartoli, Cenerini e Alberti: in molti si chiedono che senso abbia proseguire, visto che, comunque, i lavori dovranno terminare entro quaranta minuti. Nasce un dibattito che sale di tono, anche per la stanchezza dei presenti. Presidenza e Giunta tuttavia non sentono ragioni: si va avanti.

Ad essere presentato è un emendamento che chiede, in sostanza, l'utilizzo di 50 mila euro destinati alla manutenzione stradale per l'acquisto di un furgoncino per 'i ragazzi dei cantieri'. Emendamento che, vuoi per l'ora, vuoi per la fame, viene affrontato con riferimenti, non poco velati, al mondo culinario: “Se io voglio fare una torta di mele ma non ho le mele non faccio la torta” argomenta la consigliere Tina Nuti, esprimendo metaforicamente il concetto secondo il quale se vengono fatti interventi di potatura, di taglio del legname o simili è necessario avere anche uno strumento con cui il potato possa essere portato via. Dai banchi della Lega colgono la palla al balzo: “La consigliere Nuti parte dalla torta: ma se noi volessimo una pasta allo scoglio, o una spigola?”. Tradotto: sarebbe bello che i 'ragazzi del cantiere' avessero il loro furgoncino, ma non crediamo opportuno togliere i soldi da un capitolo importante come la riasfaltatura. Nuti ribatte che i soldi previsti per la manutenzione stradale sono sempre più di quelli realmente spesi, ma ormai la maggioranza ha deciso: l'emendamento è bocciato. Anche la seconda giornata di lavori finisce.

Il terzo giorno, mercoledì 13, il protagonista ha un unico nome e cognome: Roberto Bartoli. Nel corso della presentazione di alcuni emendamenti di Pistoia Sorride, quelli, neanche a dirlo, riguardanti il personale e la possibilità da sottrarre dei fondi da quel capitolo di spesa per destinarli al piano degli investimenti, Bartoli si scontra con gli assessori all personale, con il sindaco, con l'assessore al bilancio e, quasi, con un tecnico che riportava il parere di un altro tecnico che, però non era presente in aula. La questione è la seguente: gli emendamenti di Pistoia Sorride, di cui si è detto poco fa, vengono giudicati inammissibili dagli stessi tecnici con la motivazione che “le coperture previste vorrebbero essere individuate in un capitolo di spesa già precedentemente assegnato attraverso una delibera di Giunta”. “Ma la Giunta non può intervenire sul bilancio, spetta solo al consiglio comunale” dice Bartoli. “La Giunta è intervenuta a seguito dell'approvazione del bilancio del 2018. Le assunzioni a cui fai riferimento sono poi scalate nel 2019: non è che il lavoratore il 31 dicembre muore e non ha più compenso” risponde Mazzeo dai banchi della maggioranza. Dopo venti minuti di stallo si può proseguire “Ma non ci vedo chiaro – dice Bartoli – e forse scrivo alla Corte dei Conti e al prefetto”. La seduta si conclude con una discussione elaborata sulle partecipate-

E arriviamo, finalmente, all'ultimo giorno. Il clima è più rilassato: si comincia parlando di mobilità urbanistica. La maggioranza accoglie molti emendamenti, un piccolo scontro si crea quando Cotti propone di “destinare risorse alla reazioni di eventi volti a contrastare la discriminazione di genere e quella sessuale”. “Non possiamo fare discriminazione tra le discriminazioni – ribatte l'assessore e vicesindaco Anna Maria Celesti – capisco la sua posizione ma è ideologica. Io, su questa tematica, mi baso sull'articolo tre della costituzione: tutte le discriminazioni devono essere contrastate”. Emendamento respinto. Era l'ultimo, si passa alla discussione generale. “Ci sono interventi?” chiede Gelli dalla presidenza del consiglio. Tutti esitano, nessuno vuole parlare per primo: un po' come quando la professoressa chiede di leggere il tema davanti alla classe ma nessuno si offre volontario. Poi qualcuno si alza: è Belli, che da fuoco alle polveri. La discussione generale si svolge in un clima abbastanza tranquillo: ormai i consiglieri vedono la fine. Interviene Pagliai, facendo quello che sa fare meglio: il battitore libero: tira tanto alla maggioranza quanto all'opposizione, si scontra con Tina Nuti sulla casa della salute, se la prende con Bartoli che aveva accusato la maggioranza di cominciare a star scrivendo un nuovo libretto dei sogni: “Tu, Bartoli, hai approvato il libro dei sogni tra 2007 e 2012”. La discussione generale finisce, le dichiarazioni di voto pure: si vota. Il bilancio è approvato: a favore la maggioranza eccetto Pagliai che si astiene sul piano degli investimenti. Contro la minoranza eccetto Maglione che si astiene sul piano degli investimenti. Qualcuno batte le mani, scoppia un applauso generale: stavolta è finita davvero.

 


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