prenota spazio

prenota spazio
prenota spazio

Anno 1°

lunedì, 19 agosto 2019 - Recte agere nihil timere

Facebook Twitter YouTube

prenota spazio

prenota spazio

prenota spazio

prenota spazio

prenota spazio

prenota spazio

prenota spazio

prenota spazio

prenota spazio

Politica

Perplessità riguardo le riforme costituzionali del Governo gialloverde

domenica, 14 luglio 2019, 18:40

di lorenzo vannucci

Governo che vai, riforma costituzionale che trovi. Da circa vent'anni assistiamo con una certa regolarità al tentativo costante, da parte della classe dirigente del Paese, di riformare la Costituzione della Repubblica italiana. Costituzione che, fino ad oggi, ha prevalentemente resistito ad una spinta riformatrice che troppo spesso non vuole che essere il tentativo della classe politica di rendere il testo di riferimento del nostro sistema legislativo maggiormente conforme alla visione politica e valoriale di cui è espressione la maggioranza di turno. 

Anche il Governo attualmente in carica non fa eccezione: già nella campagna elettorale precedente alle Politiche del marzo 2018 i partiti oggi al Governo, M5S in testa, non hanno fatto mistero di voler riformare la carta costituzionale. Per questo motivo all'argomento fu dedicato un capitolo ad hoc nel celeberrimo contratto di Governo; per questo motivo i pentastellati hanno voluto che, nell'Esecutivo, il ministro per le riforme costituzionali fosse un esponente 5S di peso come Riccardo Fraccaro. Ministro con delega, tra le altre cose, "alla democrazia diretta", un principio assai caro al grillismo ed al compianto Gianroberto Casaleggio.
Ad inizio anno fu Luigi Di Maio ad annunciare che il 2019 sarebbe stato l'anno delle riforme della Costituzione. Ed effettivamente, se diamo uno sguardo ai lavori parlamentari, si nota che l'assemblea sta approvando celermente norme che andrebbero a modificare in modo significativo la Costituzione: l'ultimo passaggio in materia si è registrato ieri quando il Senato ha approvato in terza lettura il testo che prevede un considerevole taglio dei parlamentari: il nuovo sistema infatti vedrebbe gli eletti alla Camera dei Deputati ridursi da 630 a 400 e quelli al Senato della Repubblica diminuire da 315 a 200. 

Il meccanismo per la modificazione della Costituzione, normato dagli articoli 138 e 139 della stessa, prevede che, per tali materie, debbano essere effettuati quattro passaggi parlamentari, l'ultimo dei quali dovrebbe avvenire a settembre. Se ciò avvenisse con una maggioranza qualificata, e tutto fa supporre che questo presupposto possa accadere, sarebbe anche evitato lo scoglio del referendum costituzionale confermativo, a meno di ulteriori iniziative della politica. Ma davvero tagliare di netto il numero di rappresentanti del popolo è la strada da perseguire?

Parliamoci chiaro: da un punto di vista di metodo assistiamo ad una miglioria rispetto a quanto proposto nella scorsa legislatura da parte di Matteo Renzi e del Partito Democratico: il Governo Conte ha infatti spacchettato il proprio progetto di riforme e, così facendo, si garantisce una discussione specifica su temi e contenuti. Avremo quindi un procedimento ad hoc per la riduzione del numero dei parlamentari (quello che a settembre dovrebbe compiere il passo finale), uno sull'abolizione del CNEL (in discussione nella commissione affari costituzionali del Parlamento), uno riguardante l'istituzione di nuove forme di referendum e la modifica di determinati parametri del referendum abrogativo, oggi normato dall'articolo 75 della Costituzione. 
Ma occupiamoci della prima fattispecie, quella relativa alla riduzione del numero dei parlamentari, visto che si tratta della novità più vicina a trovare compimento: il M5S per anni ha portato avanti battaglie per la riduzione dei costi della politica. Cosa sacrosanta per certi versi: che alcune istituzioni abbiano privilegi notevoli è sotto gli occhi di tutti. Tuttavia bisogna considerare che la riforma proposta non va a modificare i compensi per l'attività parlamentare, ma interviene solamente dando una sforbiciata al numero dei rappresentanti del popolo, senza porre troppo l'attenzione su ciò che questo comporta.

L'attività di un parlamentare oggi ha la funzione di portare all'attenzione dello Stato i problemi e le difficoltà dei territori dai quali provengono. Al di là del fatto che se si è favorevoli alla democrazia diretta si dovrebbe volere una maggior rappresentanza e non una minore, va sottolineato come, con la riduzione proposta, un parlamentare dovrebbe occuparsi di un'area molto più ampia rispetto a quanto è chiamato a fare oggi. E in un contesto storico e sociale in cui il particolarismo la fa sempre più da padrone il rischio, concreto, e quello che una diminuzione dei rappresentanti in Parlamento tolga voce a determinate istanze che avrebbero maggior difficoltà a trovare spazio nel dibattito parlamentare e pubblico.

Vogliamo terminare la nostra riflessione con due ulteriori considerazioni: "la democrazia ha un costo" disse qualcuno. La questione morale riguardante i privilegi rischia di diventare retorica quando, invece che una riforma strutturale del sistema parlamentare, si preferisce affrontare il problema con misure da esibire come spot in un futuro prossimo, senza preoccuparsi delle conseguenze che esse possano avere. La vera urgenza oggi, da un punto di vista costituzionale, è trovare un riequilibrio nei rapporti di forza tra Governo e Parlamento, rapporto sempre più sbilanciato a favore del potere Esecutivo. E il taglio della rappresentanza parlamentare non può che accentuare una anomalia perniciosa per il nostro Stato che, alla lunga, rischia di diventare irreversibile. 


Questo articolo è stato letto volte.


prenota spazio


prenota spazio


prenota spazio


prenota spazio


prenota spazio


prenota spazio


prenota spazio


prenota spazio


prenota spazio


Altri articoli in Politica


prenota spazio


venerdì, 16 agosto 2019, 12:11

Gender, un'ideologia totalitaria. Così ha generato l'eterofobia

Il gender e la finestra di Overton. Parla la giurista e studiosa Elisabetta Frezza. VIDEO. Si fanno sempre più numerose le segnalazioni di genitori allarmati e preoccupati per la diffusione delle teorie gender a scuola, nel doposcuola, nelle comunità di vacanze


giovedì, 15 agosto 2019, 18:41

1, 10, 100, 1000 Matteo Salvini

Riaprono i porti: la Sinistra e i Pentastellati non rinunciano all'invasione e alla distruzione di ogni di identità nazionale. Ecco perché, in ogni caso, Salvini forever contro i nemici dell'Italia


prenota spazio


mercoledì, 14 agosto 2019, 12:30

Carabinieri e polizia, soli, derisi, vilipesi, picchiati, puniti, abbandonati e, talvolta, uccisi

Lo ha massacrato con 11 coltellate un giovane americano che cercava cocaina e il principale problema è stato trasferire il militare che aveva bendato l'assassino


mercoledì, 14 agosto 2019, 09:15

Carc: "Comune, Agesci, Cngei: tante parole ma pochi fatti"

Il partito dei CARC sezione Pistoia interviene in merito al giardino "Bosco in Città" per denunciare lo stato di incuria e degrado del parco


prenota spazio


giovedì, 8 agosto 2019, 09:01

Da Libera al Vescovo Tardelli: anche a Pistoia prese di posizione contro il decreto sicurezza bis

Non sono passate nemmeno quarantotto ore dall'approvazione in Senato del decreto sicurezza bis, fortemente voluto dal ministro dell'interno Matteo Salvini, che, anche in città, in molti hanno manifestato la propria contrarietà alla norma legislativa


martedì, 6 agosto 2019, 15:57

Vescovi e Pira (Lega): "Don Biancalani si scaglia contro il decreto sicurezza bis invocando la disobbedienza civile. Davvero un bell'esempio da parte di un sacerdote..."

Il senatore leghista Manuel Vescovi e Sonia Pira, commissario provinciale della Lega, intervengono in merito alle esternazioni da parte di Don Biancalani dopo l'approvazione del decreto sicurezza bis


prenota spazio


Ricerca nel sito


prenota spazio


prenota spazio


prenota spazio2


prenota spazio


prenota spazio


prenota spazio2


prenota spazio


prenota spazio


prenota spazio2


prenota spazio


prenota spazio


prenota spazio


prenota spazio