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Rubriche : lettere alla gazzetta

Carenze nel ristorante, l'avvocato: "Informazioni suggestive ed ingannevoli"

mercoledì, 12 giugno 2019, 22:33

di avv. stefano cavazzoni

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lunga lettera di precisazione in merito all'articolo apparso sulla Gazzetta di Pistoia a proposito di un controllo effettuato dai carabinieri in un ristorante cinese:

Egr. Redattore,

formulo la presente in nome e per conto della ditta individuale HU YONGQING, quale titolare dell’azienda esercente l’attività di ristorazione sotto l’insegna Min Gu corrente in Pistoia, che rappresento ed assisto per significare quanto segue. Nella giornata di ieri, è stata diffusa sia sul portale online, sia sui canali social la seguente notizia: “Carenze nel ristorante "sushi", sospesa attività martedì, 11 giugno 2019, 11:50 - I carabinieri della stazione di Pistoia-viale Italia in collaborazione con i colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Pistoia e del NAS di Firenze, hanno effettuato un’ispezione in un ristorante “sushi” di via Dalmazia, di proprietà di un 30enne del luogo, cittadino cinese, riscontrando varie violazioni sia di carattere igienico che relative alla normativa sul lavoro. Sotto il profilo igienico il locale era privo dell’abbattitore previsto per la somministrazione del pesce crudo e fra il personale di servizio vi erano due lavoratori in nero. Sono stati sequestrati circa 10 kg di prodotti alimentari per la presenza di agenti infestanti ed elevate sanzioni amministrative per 9 mila 500 euro. L’attività del locale è stata sospesa.”

Il comunicato diffonde informazioni suggestive ed ingannevoli, che denigrano la mia cliente arrecandole notevoli danni all’immagine. L’inesattezza delle informazioni contenute nel predetto comunicato, e negli articoli online che ne sono seguiti, emerge chiaramente: dal verbale stilato dalla USL TOSCANA CENTRO; dal verbale di blocco ufficiale redatto dal personale dei Carabinieri NAS di Firenze; dal verbale dell’Ispettorato del Lavoro. In particolare, si evidenzia quanto segue: - “Sotto il profilo igienico il locale era privo dell’abbattitore”. L’informazione fornita non è corretta, in quanto non corrisponde al vero che la mia cliente non sia in possesso di abbattitore (né che lo abbia acquistato questa mattina), all’opposto sono state rilevate irregolarità documentali nel suo utilizzo dal febbraio 2019. - “L’attività del locale è stata sospesa”.

Il ristorante è rimasto ed è aperto nei consueti orari di servizio. Nel verbale USL è stata, difatti, disposta la temporanea sospensione “dell’attività di preparazione gastronomica contenente prodotti della pesca destinati ad essere consumati crudi, fintanto che non sarà data prova di aver predisposto/correttamente applicato una specifica procedura per l’abbattimento del pesce da consumarsi crudo”; del pari il verbale redatto dal NIL ha imposto la sospensione temporanea dell’attività, con decorrenza dalle ore 12 odierne, salvo al pagamento della sanzione di € 500 per lavoratore. Il pagamento è avvenuto in mattinata per cui nessuna interruzione si è mai verificata. - “elevate sanzioni amministrative per 9 mila 500 euro”.

Non è stata irrogata alcuna sanzione di detto importo. Invero, la ditta individuale che rappresento è stata avvertita del fatto che detta sanzione “potrà” essere irrogata qualora la stessa non si adegui alle prescrizioni igienico-sanitarie che si assumono essere state violate. Si precisa, in ogni caso, che sono già state attivate le procedure per regolarizzare ogni pendenza. - “Sono stati sequestrati circa 10 kg di prodotti alimentari per la presenza di agenti infestanti”.

Nel verbale dei NAS è data evidenza del fatto che il prodotto sequestrato, del peso complessivo inferiore a 6 kg, veniva interdetto alla vendita per la “sussistenza di dubbi circa identità e provenienza”, in altre parole per un problema di etichetta. L’impiego dell’espressione “agenti infestanti” è gravemente denigratoria dal momento che è in grado di ingenerare indebite preoccupazioni e allarmismi, soprattutto in considerazione del fatto che nessuna analisi dalla quale si sia potuto dedurre un pericolo per la salute umana è stata svolta sulla merce sequestrata.


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